Il Bollettino Economico n. 1/2026 delinea un quadro di espansione dell'economia globale, seppur caratterizzato da un'elevata incertezza legata a tensioni geopolitiche e commerciali (Fonte: Banca d'Italia).
Negli Stati Uniti, l'attività continua a crescere in modo significativo, trainata dai consumi e dagli investimenti massicci nelle tecnologie legate all'intelligenza artificiale (IA). In Cina, a fronte di una domanda interna debole dovuta alla crisi immobiliare, l'economia trova sostegno in un forte surplus commerciale alimentato proprio dalle tecnologie IA.
Nell'area dell'euro, la crescita rimane moderata (1,2% previsto per il 2026) con un'inflazione che si sta stabilizzando intorno all'obiettivo del 2%. La BCE ha mantenuto i tassi ufficiali invariati nelle ultime riunioni del 2025, dopo il ciclo di riduzioni conclusosi a giugno 2025.
L'economia italiana mostra una tenuta moderata, con una crescita del PIL prevista allo 0,6% per il 2026. I punti di forza risiedono nell'espansione dei servizi, nella ripresa delle esportazioni e negli investimenti sostenuti dal PNRR. Il mercato del lavoro registra un calo della disoccupazione, mentre l'inflazione rimane su livelli inferiori alla media europea. Un dato di rilievo è il miglioramento della percezione del rischio sovrano: lo spread BTP-Bund è sceso a circa 64 punti base, il livello minimo dal 2010, accompagnato da un rialzo del rating da parte di Moody's.
1. Il Quadro macroeconomico internazionale
1.1 Ciclo globale e commercio
L'attività economica mondiale ha registrato una crescita del 3,2% nel 2025, con una lieve decelerazione prevista al 2,9% per il 2026.
- Stati Uniti: il PIL è cresciuto in misura marcata nel terzo trimestre del 2025 (4,3% su base annua), supportato dalla spesa tecnologica per la IA. Tuttavia, segnali di indebolimento emergono dal mercato del lavoro e dal temporaneo government shutdownavvenuto tra ottobre e novembre 2025.
- Cina: la crisi del settore immobiliare continua a frenare gli investimenti interni. Nonostante ciò, le esportazioni di semiconduttori e prodotti IA hanno spinto l'avanzo commerciale sopra i 1.000 miliardi di dollari nei primi undici mesi del 2025.
- Commercio mondiale: si osserva una riconfigurazione dei flussi. Le restrizioni commerciali tra USA e Cina (con dazi medi statunitensi al 31%) hanno portato a un aumento delle spedizioni cinesi verso Asia, Africa ed Europa, spesso tramite "spedizioni indirette" verso gli Stati Uniti attraverso paesi terzi.
1.2 Mercati delle materie prime ed energia
- Petrolio: i prezzi sono scesi tra novembre e dicembre per l'aumento della produzione OPEC+, ma sono risaliti a 65 dollari al barile a metà gennaio 2026 a causa delle tensioni in Iran.
- Gas naturale (TTF): le quotazioni sono diminuite grazie all'offerta di GNL statunitense. Nonostante scorte europee inferiori del 12% rispetto al 2024, i prezzi futures per la fine del 2026 si mantengono stabili intorno ai 27 euro/MWh.
2. L'economia dell'Area dell'Euro
2.1 Crescita e investimenti
Il PIL dell'area è aumentato dello 0,3% nel terzo trimestre del 2025. La performance tra i paesi membri appare tuttavia eterogenea:
- Francia e Spagna: crescita marcata sostenuta rispettivamente da domanda estera e interna.
- Germania: attività stagnante per la debolezza dei consumi e delle esportazioni.
- Prospettive: gli esperti dell'Eurosistema prevedono una crescita dell'1,2% nel 2026 e dell'1,4% nel biennio 2027-2028.
2.2 Inflazione e politica monetaria
L'inflazione al consumo si è attestata al 2,0% in dicembre 2025.
- Previsioni: si stima un calo all'1,9% nel 2026 e all'1,8% nel 2027, con una risalita al 2,0% nel 2028 dovuta all'introduzione della normativa europea ETS2(costi energetici legati alle emissioni).
- Decisioni BCE: il tasso sui depositi resta al 2,0%. Il Consiglio direttivo mantiene un atteggiamento prudente a causa dell'incertezza geopolitica, ma i mercati non prevedono variazioni dei tassi nel corso del 2026.
3. L'economia italiana
3.1 Dinamica del prodotto e della domanda
L'economia italiana ha beneficiato del rialzo delle esportazioni e degli investimenti legati al PNRR e agli incentivi fiscali.
- Servizi: il settore rimane il principale motore della crescita, specialmente nei servizi alle imprese e nel turismo.
- Manifattura: le prospettive rimangono incerte a causa della concorrenza cinese, che sta penetrando in diversi comparti industriali.
- Consumi: le famiglie mantengono un atteggiamento prudente e un elevato tasso di risparmio a causa dell'incertezza internazionale.
3.2 Lavoro e prezzi
- Occupazione: in crescita nei mesi autunnali del 2025; il tasso di disoccupazione è in calo, sebbene la partecipazione giovanile sia diminuita.
- Inflazione: si conferma contenuta (1,4% previsto per il 2026), grazie al calo dei prezzi energetici e a una dinamica salariale moderata (retribuzioni nel settore privato non agricolo leggermente sopra l'inflazione).
3.3 Finanza pubblica e mercati finanziari
Sulla base dei dati disponibili per il 2025, il rapporto disavanzo/PIL è in diminuzione, mentre il debito pubblico risulta in crescita.
- Legge di Bilancio 2026: prevede un aumento del disavanzo di 0,3 punti percentuali di PIL medi annui per il biennio 2027-28 rispetto alla legislazione previgente.
- Mercato obbligazionario: il differenziale di rendimento (spread) tra i titoli decennali italiani e tedeschi si è ridotto a 64 punti base, il minimo da sedici anni. Moody's ha migliorato il merito di credito sovrano dell'Italia a novembre 2025.
4. Rischi per lo scenario
Il Bollettino identifica tre principali fattori di rischio al ribasso per la crescita futura:
- Tensioni geopolitiche: possibili escalation nei conflitti attuali con impatti sui prezzi energetici.
- Frammentazione commerciale: l'incertezza sulle politiche tariffarie degli Stati Uniti e le possibili ritorsioni cinesi.
- Correzioni dei mercati: il rischio di un ridimensionamento delle valutazioni nel settore tecnologico (IA) statunitense, che ha finora sostenuto i corsi azionari globali.