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  • Congiuntura Flash Dicembre 2025
    Analisi Congiunturale e Scenari :

    Congiuntura Flash Dicembre 2025

Analisi Congiunturale e Scenari

Congiuntura Flash Dicembre 2025

L'analisi della Congiuntura Flash di dicembre 2025 rappresenta un panorama economico italiano complesso e caratterizzato da dinamiche divergenti tra i settori. Nonostante la tenuta dei servizi, trainati da un turismo straniero da record, e il vigore degli investimenti (supportati dal PNRR), persistono criticità strutturali e congiunturali che frenano la crescita complessiva.

  • Export e industria in sofferenza: le esportazioni risentono della debolezza del dollaro e dei dazi USA, mentre la produzione industriale fatica a trovare uno slancio uniforme, penalizzata in particolare dai settori automotive e moda.
  • Gap energetico: sebbene l'inflazione sia moderata, l'Italia sconta un costo dell'elettricità significativamente più alto rispetto ai competitor europei (Francia e Spagna), minando la competitività delle imprese.
  • Turismo come pilastro: il settore turistico si conferma cruciale per il PIL, con una spesa degli stranieri in crescita e un saldo turistico attivo stimato in 23 miliardi di euro.
  • Scenario monetario: la FED prosegue con il taglio dei tassi, indebolendo il dollaro, mentre in Europa i tassi BCE rimangono fermi, mantenendo stabile ma elevato il costo del credito per le imprese italiane.

1. Quadro finanziario e politica monetaria

L'andamento dei mercati finanziari riflette l'incertezza globale e le differenti risposte delle banche centrali.

Rendimenti e spread

  • Titoli di stato: il rendimento dei BTP italiani si attesta al 3,49%, in linea con i titoli francesi (3,48%). Lo spread rispetto alla Germania è di +0,57. La Spagna mostra una performance migliore con tassi al 3,23% e spread a +0,30.
  • Costo del credito: con i tassi BCE fermi al 2,00%, il costo del credito per le imprese italiane rimane stabile ma non accenna a scendere, posizionandosi al 3,52% (dato di ottobre).

La politica della FED e il cambio euro/dollaro

La Banca Centrale USA ha attuato il terzo taglio consecutivo dei tassi ufficiali, portandoli al 3,75% a dicembre, mossa dettata dal rallentamento dell'occupazione negli Stati Uniti.

  • Impatto valutario: questa politica ha indebolito il dollaro, che a dicembre ha raggiunto quota 1,17 sull'euro. La svalutazione del dollaro, unita ai dazi americani, rappresenta un freno significativo per l'export italiano.

2. Energia, prezzi e inflazione

Nonostante un parziale allentamento della crisi energetica globale, l'Italia continua a soffrire di uno svantaggio competitivo sul fronte dei costi dell'elettricità.

Risorsa/Indicatore Valore dicembre 2025 Indicatori chiave
Petrolio (Brent) $63 / barile In lento calo, poco sotto la media 2019
Gas Naturale €27 / MWh In calo, ma ancora doppio rispetto ai valori pre-2022
Inflazione (Italia) +1,1% (Nov) Moderata rispetto ai picchi precedenti

Il differenziale del costo elettrico

Il costo dell'elettricità per le imprese rimane un punto di criticità estrema:

  • Italia: 0,28 euro/KWh
  • Francia: 0,18 euro/KWh
  • Spagna: 0,17 euro/KWh

3. Analisi dei settori produttivi

Industria: un percorso a due velocità

La produzione industriale ha registrato un calo dell'1,0% a ottobre, con una variazione acquisita per il quarto trimestre pari a -0,1%.

  • Settori in recupero: metallurgia e Mobili mostrano segnali positivi.
  • Settori in crisi: permangono forti difficoltà per l'Automotive, l'Abbigliamento e i prodotti in pelle.
  • Segnali di speranza: a novembre il PMI (Purchasing Managers' Index) è tornato in area espansiva (50,6) e la fiducia delle imprese mostra un trend positivo a dicembre.

Servizi e investimenti: i motori della crescita

  • Servizi: il settore è in accelerazione, con un PMI di 55,0 a novembre. La fiducia delle imprese del comparto ha registrato un balzo significativo a dicembre.
  • Investimenti: gli indicatori per impianti e macchinari restano favorevoli a fine 2025. La spinta deriva principalmente dall'attuazione del PNRR e da una fiducia elevata nelle imprese di beni strumentali.

Consumi e fiducia delle famiglie

Il quadro dei consumi appare fragile. Nonostante la crescita dell'occupazione a settembre-ottobre e un modesto aumento delle vendite di auto, la fiducia delle famiglie ha subito un brusco calo a novembre, recuperato solo parzialmente a dicembre.

4. Commercio estero e scenario globale

La crisi dell'export italiano

A ottobre si è registrato un crollo dell'export del -3,0%, trainato dal pesante calo dei beni strumentali (-8,5%).

  • Destinazioni e settori resilienti: crescono le vendite verso Svizzera, OPEC, Francia, Spagna e USA (nonostante le criticità valutarie). La farmaceutica resta uno dei pochi settori in crescita tendenziale.
  • Prospettive: negative per il breve termine, con ordini manifatturieri esteri in calo a dicembre.

Contesto internazionale

  • Eurozona: crescita industriale più marcata in Germania e Spagna a ottobre, ma i servizi superano l'industria in quasi tutti i principali paesi (Francia inclusa).
  • USA: l'economia rallenta. Il mercato del lavoro ha mostrato segni di peggioramento a metà dicembre, con un aumento rapido delle richieste di sussidi di disoccupazione.
  • Cina: l'industria frena (+4,8% annuo), ma l'export riparte con forza (+5,9% a novembre). Si nota un crollo delle vendite verso gli USA (-28,6%) compensato da una forte crescita verso l'UE (+14,8%) e l'Africa (+28,0%).

5. Focus speciale: il settore turistico

Il turismo si conferma un asset strategico fondamentale per la tenuta dell'economia nazionale, nonostante mutamenti strutturali nei flussi e l'aumento dei prezzi.

Indicatori chiave del turismo (stime 2025)

  • Spesa dei turisti stranieri: 57 miliardi di euro (+5,2% sul 2024).
  • Saldo turistico: +23 miliardi di euro (in crescita rispetto ai +21 miliardi del 2024).
  • Presenze: raggiunto il picco storico di 476 milioni di notti, grazie a una maggiore permanenza media, nonostante un lieve calo degli arrivi totali (138 milioni, -1,4%).

Dinamiche e prezzi

  • Composizione dei flussi: gli stranieri continuano a crescere (+0,9%), mentre i turisti italiani diminuiscono (-3,9%).
  • Inflazione settoriale: i prezzi dei servizi turistici (ricettività e ristorazione) sono cresciuti del 3,4%, una dinamica più che doppia rispetto all'inflazione generale (+1,5%).

Distribuzione territoriale e brand

Il turismo rimane fortemente concentrato nel Centro-Nord:

  • Nord-Est: 38,8% delle presenze.
  • Centro: 24,7%.
  • Poli Urbani: Roma (47 milioni di notti) e Venezia (38 milioni) da sole coprono il 18% del totale nazionale.
  • Brand Territoriali: Lago di Garda e Riviera Romagnola assorbono quasi un terzo delle presenze totali dei "brand" turistici.

Competizione internazionale

L'Italia è terza in Europa per arrivi, superata da Spagna (prima al mondo) e Francia. Emergono nuove mete con tassi di crescita esponenziali, come il Qatar (+138% nei primi 9 mesi del 2025) e l'Albania (+83%), che potrebbero esercitare una pressione crescente sulle destinazioni italiane nel medio periodo.

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