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  • Congiuntura Flash Gennaio 2026
    Analisi Congiunturale e Scenari :

    Congiuntura Flash Gennaio 2026

Analisi Congiunturale e Scenari

Congiuntura Flash Gennaio 2026

L'analisi della Congiuntura Flash di gennaio 2026 evidenzia che l'economia italiana ed europea si trova in una fase di sostanziale stagnazione, caratterizzata da segnali contrastanti. Se da un lato l'accelerazione del PNRR e la resilienza degli investimenti offrono un supporto vitale al PIL, dall'altro l'incertezza geopolitica (alimentata dai casi Venezuela e Groenlandia) e la debolezza del dollaro pongono seri ostacoli alla crescita dei consumi e delle esportazioni.

I punti chiave della situazione attuale includono:

  • Mercati energetici: inversione del trend al ribasso; i prezzi di petrolio e gas tornano a salire a causa delle tensioni internazionali.
  • Anomalia dell'oro: il metallo prezioso ha raggiunto il record storico di 4.700 dollari l'oncia, non tanto per la volatilità dei mercati (VIX), quanto per una profonda sfiducia verso gli asset statunitensi e la sostenibilità del debito USA.
  • Consumi e risparmio: nonostante l'aumento del reddito delle famiglie, la propensione al risparmio precauzionale è balzata all'11,4%, frenando la spesa domestica.
  • Investimenti: rappresentano l'unica vera spinta per il PIL, con una forte espansione nei settori dei beni strumentali e delle costruzioni, supportata dal credito bancario e dal leasing.
  • Performance finanziaria: le Borse europee, e quella italiana in particolare (+28,4% nel 2025), sovraperformano i mercati USA, beneficiando di un riposizionamento dei capitali globali.

1. Scenario energetico e inflazione

Il 2026 si apre con una brusca interruzione della discesa dei prezzi delle materie prime energetiche, influenzata direttamente dalle crisi geopolitiche.

  • Petrolio: il prezzo medio di gennaio si attesta a 65 dollari al barile (con picchi di 69), in rialzo rispetto ai 63 di dicembre. Tale incremento è attribuito principalmente all'attacco USA in Venezuela, nazione che detiene le maggiori riserve mondiali nonostante una quota di produzione globale inferiore all'1%.
  • Gas naturale: il prezzo è salito a 33 euro/MWh (da 28), mantenendosi su livelli più che doppi rispetto ai valori del 2019.
  • Inflazione: nonostante le tensioni energetiche, l'inflazione rimane moderata, attestandosi al +1,9% nell'Eurozona e al +1,2% in Italia.

2. Dinamiche finanziarie e politica monetaria

Il panorama finanziario evidenzia un disaccoppiamento dalle regolarità storiche, con una crescita simultanea di oro e mercati azionari europei.

Politiche delle banche centrali

Sia la BCE che la FED hanno optato per una pausa nel ciclo dei tassi.

  • BCE: tassi fermi al 2,00%.
  • FED: dopo tre tagli nel 2025, i mercati prevedono una pausa fino a giugno 2026. Il dollaro risulta fortemente svalutato rispetto all'euro (1,17, con un calo del 13% in un anno).

Il caso dei titoli di stato

Si osserva un miglioramento relativo del merito creditizio percepito per l'Italia:

  • Rendimento BTP: 3,45% (in calo), posizionandosi al di sotto dei titoli francesi (3,47%).
  • Spread: in contrazione grazie al lieve aumento dei rendimenti del Bund tedesco (2,97%). Lo spread italiano si attesta a +48 punti base, inferiore ai +50 della Francia.

Mercati azionari e "fuga dagli USA"

Si registra una marcata penalizzazione degli asset statunitensi a favore di quelli europei, motivata dal debito USA salito al 120% del PIL e dalle tensioni interne sulla FED.

Mercato Azionario Performance 2025 Note
Italia (FTSE) +28,4% Performance storicamente elevata
Germania (DAX) +20,0% Crescita robusta
USA (S&P 500) +14,0% Crescita inferiore ai partner europei

3. L'economia reale in Italia

Investimenti e costruzioni

Gli investimenti costituiscono il motore trainante dell'economia, sostenuti dall'accelerazione dei progetti PNRR.

  • Leasing: incremento del 15,2% annuo per i beni strumentali e del 15,7% per le costruzioni.
  • Credito: in risalita, sebbene il costo per le imprese si sia stabilizzato intorno al 3,52% (livelli di luglio 2025).
  • Fiducia: nonostante il trend positivo, a dicembre si è registrata una contrazione della fiducia nelle imprese di costruzioni e beni strumentali.

Consumi e mercato del lavoro

Esiste una dicotomia tra reddito disponibile e spesa effettiva.

  • Reddito delle Famiglie: cresciuto del +1,8% nel terzo trimestre.
  • Risparmio Precauzionale: la propensione al risparmio è salita dal 9,9% all'11,4%, limitando la crescita dei consumi al +0,1%.
  • Occupazione: nonostante una lieve flessione nell'ultimo mese, il trend rimane in espansione.

Settore industriale e servizi

  • Industria: estremamente volatile. Dopo un recupero a novembre (+1,5%), il PMI di dicembre è tornato in area recessiva (47,9), segnalando incertezza.
  • Servizi: crescita in affievolimento (PMI a 51,5 da 55,0), mitigata però dalla spesa dei turisti stranieri (+7,3% a novembre).

4. Commercio estero e quadro internazionale

Esportazioni italiane

L'export di beni è debole, influenzato negativamente dal super-euro e dall'incertezza globale.

  • Mercati negativi: Germania (debole), Francia (in rallentamento), UK, Turchia e USA (virati in negativo).
  • Mercati positivi: Spagna, Belgio, Austria, India e Giappone.
  • Prospettive: gli ordini manifatturieri esteri indicano una chiusura d'anno difficile a causa delle tensioni nelle filiere internazionali.

Scenario globale

  • USA: nonostante la sfiducia degli investitori, la FED ha rivisto al rialzo le stime di crescita del PIL (+2,3% per il 2026). La produzione industriale tiene (+0,4%), ma la fiducia dei consumatori segnala un possibile rallentamento.
  • Cina: obiettivo di crescita del 5,0% centrato nel 2025, trainato principalmente dalle esportazioni.
  • Eurozona: crescita fragile. Solo la Francia mantiene un PMI manifatturiero espansivo (50,7) a dicembre, mentre la produzione industriale tedesca ha mostrato timidi segnali di risalita a novembre prima di un nuovo calo degli indici di fiducia.

5. Opportunità per le imprese italiane

L'attuale configurazione dei mercati finanziari offre vantaggi strategici per le aziende italiane:

  • Accesso al capitale: la crescita delle Borse europee facilita il finanziamento tramite emissione di azioni, compensando l'assottigliamento dell'autofinanziamento dovuto al calo dei margini.
  • PMI e quotazioni: le riforme post-2011 (come la creazione dell'EGM - ex AIM) hanno reso la quotazione più accessibile. Ad oggi, 184 PMI hanno beneficiato di procedure semplificate e agevolazioni fiscali, trovando nel mercato azionario una risorsa fondamentale per sostenere gli investimenti.

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