L'analisi della Congiuntura Flash di ottobre 2025 rivela un quadro economico caratterizzato da segnali contrastanti. Se da un lato si registra un’attenuazione dell’incertezza globale, grazie alla tregua tra Israele e Palestina, e un calo dei costi energetici (petrolio a 66 dollari al barile), dall'altro pesano gravemente le nuove politiche commerciali degli Stati Uniti. L'introduzione di dazi e la svalutazione del dollaro stanno erodendo la competitività dell'export europeo e italiano.
In Italia, l'economia mostra una resilienza variabile: gli investimenti mantengono una fase positiva, ma l'industria ha subito un forte calo produttivo in agosto (-2,4%), mentre i consumi restano frenati da un elevato tasso di risparmio precauzionale (9,5%). La manovra di bilancio per il 2026, stimata in circa 18 miliardi di euro, punta al rientro del deficit senza però prevedere impatti significativi sulla crescita del PIL.
1. Scenario energetico e inflazione
Il contesto dei costi energetici mostra una stabilizzazione favorevole, pur rimanendo superiore ai livelli pre-pandemici per quanto riguarda il gas.
- Petrolio: la quotazione del Brent è scesa a 66 dollari al barile in ottobre, riallineandosi ai livelli del 2019 (64 dollari).
- Gas Naturale: il prezzo in Europa (TTF) è stabile a 32 euro/MWh da tre mesi. Tuttavia, questo valore rappresenta ancora più del doppio rispetto ai 14 euro del 2019.
- Inflazione e Tassi: l'inflazione nell'Eurozona è bassa (+2,2% a settembre). Nonostante ciò, la BCE mantiene i tassi fermi al 2,00%, mentre la FED ha avviato una fase di tagli (4,25% a settembre) destinata a proseguire.
2. L'economia italiana: dinamiche interne
2.1 Finanza pubblica e manovra
Il Governo ha confermato un percorso di riduzione del deficit (2,8% nel 2026 e 2,6% nel 2027), prevedendo l'uscita dalla procedura per disavanzi eccessivi già dal prossimo anno. La manovra per il 2026 sarà focalizzata su:
- taglio delle aliquote Irpef;
- risorse per la sanità e politiche per la famiglia;
- sostegno agli investimenti.
2.2 Investimenti e consumi
- Investimenti: dopo un incremento del 1,6% nel secondo trimestre, il terzo trimestre mostra segnali di continuità positiva, supportati da un aumento della fiducia dei produttori di beni strumentali e da un minor costo del credito (prestiti +1,2% in agosto).
- Consumi: sebbene il reddito reale delle famiglie sia cresciuto dello 0,3% nel secondo trimestre, la spesa è frenata dall'incertezza, che spinge il tasso di risparmio al 9,5%. Si nota un recupero della fiducia delle famiglie a settembre (96,8).
2.3 Settori produttivi: industria e servizi
- Industria: il settore attraversa una fase di instabilità. Dopo il calo di agosto (-2,4%), i dati RTT e CSC suggeriscono un possibile recupero a settembre, sebbene il PMI manifatturiero (49,0) indichi ancora una lieve contrazione.
- Servizi: il comparto appare debole. Il turismo cresce lentamente (+3,5% la spesa degli stranieri a luglio), mentre l'indice PMI di settembre (52,5) segnala una moderata espansione.
3. Focus: l'impatto dei dazi e del commercio estero
Il nuovo regime tariffario tra UE e USA rappresenta la sfida principale per l'export italiano.
3.1 Il Nuovo Accordo UE-USA
Il regime tariffario attuale prevede:
- Dazi al 15% su gran parte delle importazioni USA dall'UE (automobili, farmaci non generici, semiconduttori).
- Dazi al 50% confermati su acciaio e alluminio.
- Tariffe azzerate per i prodotti industriali USA acquistati dall'UE.
L'accordo comporta impegni onerosi per l'Europa, tra cui l'acquisto di gas ed energia USA (750 miliardi di dollari entro il 2028), chip IA (40 miliardi) e attrezzature militari.
3.2 Effetti sull’export italiano
L’export di beni verso gli USA, in agosto, ha registrato un crollo del 21,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo dato segue una fase di “frontloading” (anticipo degli ordini) avvenuta nella prima parte dell’anno.
Stime di impatto nel medio-lungo periodo:
- Totale export: riduzione stimata di 16,5 miliardi di euro (-2,7%).
- Manifatturiero: calo complessivo del 3,8% considerando gli effetti indiretti.
- Settori più colpiti: autoveicoli (il più penalizzato), alimentari, macchinari, pelli e calzature.
- Produzione: contrazione stimata dell’1,8%.
4. Scenario internazionale
- Eurozona: la Germania è in forte sofferenza industriale (-5,2% la produzione in agosto). Al contrario, la Spagna mostra una maggiore tenuta.
- USA: nonostante un PIL rivisto al rialzo nel secondo trimestre (+0,9%), si registra una brusca frenata dell'occupazione nel terzo trimestre (123mila nuovi posti contro i 249mila della prima metà dell'anno). Il dollaro svalutato (1,17 su euro a ottobre) penalizza le merci europee.
- Cina: il manifatturiero è in miglioramento (PMI 51,2 a settembre), trainato da un export robusto (+8,3% annuo), nonostante il crollo delle vendite verso gli USA (-27%) e l'escalation delle tensioni tariffarie (tariffe USA al 100% su alcuni prodotti cinesi).
Conclusioni e prospettive
L'economia italiana si trova in una fase di transizione critica. Se i fattori interni, come gli investimenti e il rientro del deficit, offrono basi di stabilità, le variabili esterne, quali dazi USA e debolezza della domanda tedesca, pongono seri rischi di deindustrializzazione e perdita di quote di mercato. La qualità dei prodotti italiani funge da parziale "scudo" nel breve periodo, ma la persistenza dei dazi potrebbe incentivare la rilocalizzazione delle produzioni verso il mercato americano.