Analisi Congiunturale e Scenari
Sintesi Bollettino Economico Banca d'Italia n.4/2025
Il Bollettino Economico n. 4/2025 della Banca d'Italia delinea un quadro economico globale e nazionale caratterizzato da una fase di transizione influenzata significativamente dalle nuove politiche commerciali degli Stati Uniti e dalle persistenti tensioni geopolitiche (Fonte: Banca d'Italia).
- Economia globale: la crescita mondiale è prevista al 3,2% nel 2025, in lieve rallentamento rispetto all'anno precedente. Gli Stati Uniti mostrano una ripresa del PIL nonostante un indebolimento del mercato del lavoro, mentre la Cina soffre per la debolezza della domanda interna. L'incertezza sulle politiche commerciali rimane un fattore di rischio primario, nonostante gli accordi bilaterali siglati.
- Area dell'Euro: dopo una netta decelerazione nel secondo trimestre 2025 (PIL +0,1%), l'attività economica mostra segni di una modesta ripresa estiva trainata dai servizi. L'inflazione si è stabilizzata attorno all'obiettivo del 2%, portando la BCE a mantenere invariati i tassi ufficiali nelle ultime riunioni.
- Economia italiana: dopo una lieve contrazione nel secondo trimestre dovuta al calo delle esportazioni, l'economia italiana è tornata a crescere nel terzo trimestre. La spinta deriva dalla domanda interna (investimenti PNRR e incentivi fiscali) e dai consumi delle famiglie, mentre la manifattura resta debole. Il PIL è proiettato in crescita dello 0,6% nel 2025 e 2026.
- Finanza pubblica e mercati: l'indebitamento netto dell'Italia è previsto al 3% del PIL nel 2025. Sui mercati finanziari si osserva un aumento della spesa per la difesa in ambito UE e una generale resilienza dei mercati azionari, nonostante l'instabilità politica in alcuni paesi dell'area (Francia).
1. Il Ciclo internazionale e le tensioni commerciali
1.1 Dinamiche geopolitiche e macroeconomiche
L'economia mondiale risente di una marcata svolta protezionistica avviata dagli Stati Uniti all'inizio del 2025. Tale orientamento ha già prodotto effetti visibili sui flussi di merci globali.
- Stati Uniti: il PIL è tornato a espandersi nel secondo trimestre (+3,8% in ragione d'anno), dopo una contrazione dovuta all'esaurimento del "front-loading" (anticipazione degli acquisti prima dei dazi). La Federal Reserve ha tagliato i tassi di 25 punti base (4,00-4,25%) a settembre per contrastare l'indebolimento del mercato del lavoro.
- Cina: la crescita rimane frenata dalla domanda interna. Le esportazioni verso gli USA sono calate del 40%, parzialmente compensate da un aumento dei flussi verso Asia, America Latina e UE.
- Commercio mondiale: è diminuito nel secondo trimestre a causa della riduzione delle importazioni statunitensi. Le previsioni FMI indicano una crescita globale del 3,2% nel 2025 e del 3,1% nel 2026.
1.2 Focus: La "guerra dei dazi" e gli accordi bilaterali
L'amministrazione statunitense ha innalzato il dazio effettivo medio dal 3% (fine 2024) a circa il 20% (agosto 2025).
| Partner commerciale | Situazione daziaria | Note |
| Cina | Oltre 40% | Sospensione temporanea dazi extra fino al 10 novembre |
| Unione Europea | ~15% (dazio base) | Accordo del 27 luglio: esenzioni per auto e farmaceutica di marca |
| India e Brasile | Fortemente colpiti | Motivazioni legate a petrolio russo (India) e tensioni politiche (Brasile) |
| Italia (settoriale) | Annunciati dazi del 92% | Indagine anti-dumping su produttori di pasta (da gennaio 2026) |
L'accordo UE-USA prevede che l'Unione acquisti prodotti energetici americani per 750 miliardi di dollari entro il 2028 e faciliti l'accesso a prodotti agricoli statunitensi.
2. L'Economia dell'area dell'Euro
2.1 Attività economica e inflazione
La crescita nell'area è stata modesta, risentendo del venire meno della spinta straordinaria delle esportazioni verso gli USA registrata a inizio anno.
- PIL: dopo il +0,1% del secondo trimestre, le stime per il terzo trimestre indicano un lieve incremento sostenuto dai servizi (PMI poco sopra 50). La Germania ha registrato una contrazione (-0,3%), mentre la Spagna continua a espandersi (+0,8%).
- Inflazione: si colloca al 2,2% a settembre. La componente di fondo (esclusi energia e alimentari) è stabile al 2,3% da maggio.
- Politica monetaria: la BCE ha mantenuto il tasso sui depositi al 2%. Le attese dei mercati non prevedono ulteriori riduzioni entro la fine del 2025.
2.2 Mercato del credito
Si osserva una ripresa della dinamica dei prestiti alle imprese (+3,0% in agosto su base annua), sebbene rimanga debole in prospettiva storica. Le tensioni commerciali hanno indotto le imprese a preferire finanziamenti a breve termine (capitale circolante) rispetto a quelli a lungo termine (investimenti).
3. L'economia italiana
3.1 Fase ciclica e domanda interna
L'economia italiana mostra segni di resilienza nonostante la debolezza del settore manifatturiero.
- Crescita: il PIL è previsto salire dello 0,6% nel 2025 e nel 2026. Nel terzo trimestre 2025 si stima una ripresa grazie ai servizi e alle costruzioni.
- Investimenti: sostenuti dal PNRR e dagli incentivi fiscali, oltre che da condizioni di finanziamento più favorevoli.
- Consumi: in leggero aumento (+0,1% nel secondo trimestre), trainati dalla fiducia delle famiglie e dalla tenuta dei redditi reali, che crescono più dell'inflazione.
3.2 Mercato del lavoro e prezzi
- Occupazione: sostanzialmente stabile nel secondo trimestre e nei mesi estivi. Il tasso di disoccupazione rimane basso in tutte le classi anagrafiche.
- Salari: la crescita delle retribuzioni contrattuali è in rallentamento, ma rimane superiore alla dinamica dei prezzi.
- Prezzi al consumo: l'inflazione resta contenuta (1,7% previsto per il 2025), con una componente di fondo allineata alla media dell'area.
3.3 Bilancia dei pagamenti e finanza pubblica
- Scambi con l'estero: l'avanzo di conto corrente si è ampliato tra aprile e giugno. La posizione netta sull'estero rimane creditoria.
- Finanza pubblica: secondo il Documento Programmatico di Bilancio (DPB) 2025:
- Indebitamento netto: 3,0% del PIL nel 2025.
- Debito pubblico: previsto al 137,4% nel 2026, con una successiva riduzione di un punto percentuale nel biennio seguente.
4. Mercati finanziari e materie prime
4.1 Titoli di stato e azionario
- Spread e rendimenti: il differenziale BTP-Bund si è mantenuto stabile attorno agli 80 punti base. Al contrario, la Francia ha visto un aumento del differenziale (85 punti base) a causa dell'instabilità politica e del declassamento da parte delle agenzie di rating.
- Mercati azionari: crescita sostenuta negli USA (+4,4% l'S&P 500), trainata dal settore tecnologico. Incrementi più moderati nell'area dell'euro.
4.2 Materie Prime Energetiche
Le quotazioni sono influenzate dall'indebolimento della domanda globale.
- Petrolio (Brent): prezzo sceso a circa 66,5 dollari al barile in ottobre. Le previsioni indicano un eccesso di offerta per il biennio 2025-26.
- Gas Naturale (TTF): quotazioni stabili attorno ai 32 euro/MWh. I consumi nel settore elettrico UE sono diminuiti grazie all'abbondante produzione da fonti rinnovabili.
5. Focus: difesa e sicurezza nell'Unione Europea
Il settore della difesa sta acquisendo una rilevanza macroeconomica crescente all'interno dell'UE.
- Spesa complessiva: ha raggiunto i 343 miliardi di euro nel 2024 (1,9% del PIL UE). Per il 2025 è previsto il raggiungimento del 2,1%.
- Strumento SAFE (Security Action for Europe): stanziati 150 miliardi di euro per investimenti strategici. Principali beneficiari (allocazione provvisoria): Polonia (43,7 mld), Francia (16 mld), Romania (16 mld), Italia (14,9 mld).
- Gap di ricerca: la quota di spesa UE in R&S (4%) rimane drasticamente inferiore a quella statunitense (16%).
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