L'analisi della Congiuntura Flash di novembre 2025 evidenzia un'Italia caratterizzata da un PIL fermo, nonostante segnali interni incoraggianti come l'inflazione moderata, la crescita della fiducia di famiglie ed imprese ed una dinamica positiva degli investimenti legata al PNRR. Il blocco della crescita nel terzo trimestre è attribuibile principalmente a fattori esterni: l'incertezza globale, il dollaro debole e la minaccia dei dazi statunitensi agiscono come potenti freni per l'export italiano.
Mentre il settore dei servizi e quello degli investimenti in beni strumentali mostrano resilienza e prospettive di espansione, l'industria rimane il punto debole, riflettendo un divario strutturale che colpisce l'intera Eurozona, con Italia e Germania in netta difficoltà rispetto alla maggiore tenuta di Spagna e Francia. A livello globale, si osserva un rallentamento della manifattura sia negli Stati Uniti (condizionati da uno shutdown di 42 giorni) sia in Cina (penalizzata dal crollo delle esportazioni verso il mercato americano).
1. Quadro macroeconomico italiano
1.1 Dinamica del PIL e inflazione
La crescita economica italiana è attualmente in una fase di stallo. Nonostante i fondamentali interni non siano negativi, il PIL nel terzo trimestre non ha registrato variazioni.
- Inflazione totale: moderata al +1,2%.
- Prezzi alimentari: in controtendenza, segnano un aumento del +2,3% tendenziale a ottobre (+5,8% per la carne), superando l'inflazione "core" (+1,8%).
- Energia: il prezzo del petrolio è sceso a 64 dollari al barile a novembre, trascinando al ribasso i prezzi dei carburanti (-1,4%). Il gas si attesta sui 31 euro/MWh, valore in calo ma ancora superiore ai livelli pre-2022.
1.2 Politica monetaria e credito
Si osserva una divergenza tra le strategie delle banche centrali:
- BCE: i tassi sono fermi al 2,00% da giugno e non si prevedono ulteriori tagli nell'Eurozona. In Italia, il costo del credito per le imprese si è stabilizzato al 3,38% (dato di settembre).
- FED: prosegue il ciclo di allentamento con un taglio al 4,00% in ottobre. Un ulteriore intervento è atteso tra dicembre e gennaio.
- Tasso di cambio: il dollaro ha recuperato terreno, attestandosi a 1,155 per euro a novembre, dopo aver toccato un picco di 1,174 a settembre.
2. Analisi settoriale: Italia
2.1 Investimenti e costruzioni
Il secondo semestre del 2025 conferma una fase positiva per la formazione di capitale:
- Beni strumentali: la fiducia delle imprese produttrici è salita a 89,2 punti a ottobre, sostenuta da ordini e prospettive di produzione;
- Costruzioni: dopo una flessione estiva, la fiducia del settore è in miglioramento grazie a giudizi meno negativi sugli ordini, nonostante un calo nelle attese sui piani di costruzione futuri.
2.2 Consumi e mercato del lavoro
Il comparto dei consumi presenta segnali contrastanti:
- Fiducia: in risalita per il secondo mese consecutivo (97,6 a ottobre), il che potrebbe ridurre la propensione al risparmio delle famiglie;
- Vendite al dettaglio: in calo nel terzo trimestre (-0,4%), con una contrazione più marcata negli alimentari (-0,9%).
- Occupazione: nota positiva con una crescita degli occupati dello 0,1% nel terzo trimestre.
2.3 Servizi e industria
- Servizi: il settore è in espansione, con un PMI di ottobre a 54,0. Il turismo cresce a ritmi moderati (+3,9% la spesa degli stranieri). Tuttavia, la fiducia delle imprese del settore è in calo.
- Industria: resta debole nonostante un recupero della produzione a settembre (+2,8%). Il dato aggregato del terzo trimestre rimane negativo (-0,5%).
3. Commercio estero e mercati internazionali
3.1 Export italiano
L'export ha registrato un recupero a settembre (+2,6%), trainato dal mercato USA (farmaceutica e trasporti) e da mercati come Francia, Spagna, Polonia e India. Tuttavia, le prospettive sono offuscate dai nuovi dazi USA sui veicoli medi e pesanti introdotti il 1° novembre e dalla debolezza della domanda europea.
3.2 Scenario globale
| Regione |
Stato della congiuntura |
Indicatori chiave |
| Eurozona |
Crescita fragile |
PMI servizi positivo in Spagna e Germania, debole in Francia. |
| USA |
Manifattura e consumi deboli |
PMI composito espansivo (54,6), ma ISM manifatturiero recessivo. Shutdown di 42 giorni. |
| Cina |
Frenata industriale |
Produzione in calo (+4,9% da +6,5%); export verso USA crollato del -25,2%. |
4. Focus: il divario industriale europeo
Dal 2023 si è consolidata una marcata eterogeneità tra le principali economie dell'Eurozona.
4.1 Performance a confronto
- Germania e Italia: hanno subito le flessioni più pesanti. Nel 2024 la produzione è calata rispettivamente del -4,6% e del -4,0%. Nel 2025 la contrazione prosegue, seppur attenuata (-1,5% Germania, -0,9% Italia nei primi nove mesi).
- Spagna e Francia: mostrano maggiore stabilità. La Spagna, in particolare, segna una crescita del +1,0% nel 2025, beneficiando di costi energetici più bassi.
4.2 Fattori di divergenza
Le ragioni di questo scostamento sono molteplici:
- Energia: il costo inferiore dell'energia avvantaggia la Spagna;
- Settore auto: la crisi dell'automotive colpisce duramente la Germania, cuore pulsante del settore;
- Politica e finanza: in Francia, l'instabilità politica e i conti pubblici fragili hanno innalzato i tassi, frenando l'attività;
- Prezzi industriali: in Italia la dinamica dei prezzi è stata più moderata (+0,8% nel 2025), riflettendo una domanda interna debole, mentre in Germania i prezzi più alti potrebbero aver contribuito alla perdita di volumi.
4.3 Prospettive future
Le previsioni rimangono differenziate. Per l'Italia non si attende una crescita significativa della produzione nel breve termine. Per la Germania si spera in un impatto positivo degli investimenti in infrastrutture e difesa dal 2026. La Spagna dovrebbe mantenere la sua posizione di leadership grazie alla competitività dei suoi fattori produttivi.