Analisi Congiunturale e Scenari
Sintesi Bollettino Economico Banca d'Italia n.2/2026
Il Bollettino Economico n. 2 /2026 delinea un quadro economico internazionale profondamente segnato dall'inasprimento del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran (Fonte: Banca d'Italia).
L'evento critico è rappresentato dal blocco dello Stretto di Hormuz, snodo vitale per l'approvvigionamento mondiale di energia, che ha innescato un drastico rialzo dei prezzi di petrolio e gas naturale. Sebbene una tregua temporanea sia stata siglata l'8 aprile, l'incertezza sulla stabilità geopolitica e sulla sicurezza delle rotte marittime rimane ai massimi livelli.
Le prospettive di crescita globale per il 2026 sono in fase di revisione al ribasso, con il commercio mondiale che risente sia delle tensioni belliche sia delle complesse dinamiche tariffarie statunitensi. Nell'area dell'euro, l'attività economica ha subito una decelerazione, mentre l'inflazione ha ripreso a correre sopra l'obiettivo del 2%, spinta dalla componente energetica. Per l'Italia, pur in un contesto di crescita contenuta e occupazione resiliente, i rischi legati al protrarsi del conflitto mediorientale potrebbero pesare in modo significativo sul PIL dei prossimi due anni.
1. Il Conflitto in Medio Oriente e lo shock energetico
Il conflitto ha colpito un'economia globale già fragile, agendo principalmente attraverso il canale degli approvvigionamenti energetici.
- Lo Stretto di Hormuz: il blocco della navigazione in questo braccio di mare, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto (GNL) mondiale, ha causato sospensioni delle forniture e rincari immediati.
- Dinamica dei prezzi delle materie prime:
- Petrolio: le quotazioni a pronti del Brent hanno raggiunto i 110 dollari al barile all'inizio di aprile, per poi assestarsi intorno ai 95 dollari dopo l'annuncio della tregua.
- Gas naturale: il prezzo europeo (TTF) è balzato a 60 euro per megawattora, riducendosi a circa 45 euro con la tregua. La sospensione delle esportazioni dal Qatar (18% dell'offerta mondiale di GNL) ha pesato gravemente sulla disponibilità internazionale.
- Impatti logistici: l'aumento dei costi di assicurazione e trasporto marittimo, unito ai danni alle infrastrutture energetiche nel Golfo Persico, rende improbabile un rapido ritorno dei prezzi ai livelli pre-conflitto.
2. Lo scenario macroeconomico globale
La crescita mondiale è ostacolata dall'incertezza, parzialmente controbilanciata dall'impulso tecnologico.
Proiezioni di crescita (FMI)
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Regione |
Crescita 2025 |
Previsione 2026 |
Revisione su gennaio 2026 |
|
Mondo |
3,4% |
3,1% |
-0,2 |
|
Stati Uniti |
2,1% |
2,3% |
-0,1 |
|
Area dell'euro |
1,3% |
1,1% |
-0,2 |
|
Cina |
5,0% |
4,4% |
-0,1 |
- Stati Uniti: l'attività a fine 2025 è stata frenata da un government shutdown temporaneo, ma sostenuta da massicci investimenti in intelligenza artificiale (IA). L'inflazione a marzo è risalita al 3,3%, trainata dall'energia.
- Cina: la crescita (5% nel primo trimestre 2026) rimane trainata dalle esportazioni verso l'Unione Europea e il Sud-Est asiatico. Il nuovo piano quinquennale 2026-2030 punta sul rafforzamento della domanda interna e sulle industrie tecnologiche strategiche.
- Fattori di mitigazione: l'espansione degli investimenti in IA e la riduzione dei dazi effettivi statunitensi (post-sentenza Corte Suprema) agiscono come stabilizzatori della crescita.
3. Politiche commerciali e dazi statunitensi
Un elemento di forte instabilità è rappresentato dall'evoluzione del regime tariffario degli Stati Uniti dopo un intervento della Corte Suprema.
- La sentenza della Corte Suprema (20 febbraio 2026): ha dichiarato illegittimi i dazi introdotti nel 2025 basati sull'IEEPA, in quanto privi di approvazione del Congresso. Questo ha inizialmente ridotto il dazio medio effettivo dal 14% al 7%.
- Nuove misure (Section 122): l'amministrazione USA ha risposto imponendo nuovi dazi generalizzati del 10% (estendibili al 12-15%) invocando squilibri nella bilancia dei pagamenti.
- Implicazioni per l'Italia: l'Italia rischia un aumento dei dazi superiore alla media europea (circa +1,5 punti percentuali) a causa della concentrazione delle sue esportazioni in settori come l'alimentare e il tessile, caratterizzati da aliquote standard più elevate.
4. L'Economia dell'Area dell'Euro
L'area euro affronta una fase di "raffreddamento" dovuta al peggioramento della fiducia e all'aumento dei costi.
- Crescita e inflazione: il PIL dell'area è salito dello 0,2% nel quarto trimestre 2025. L'inflazione a marzo 2026 è balzata al 2,6%, con la componente dei carburanti in crescita di quasi il 15% su base annua.
- Fiducia e consumi: lo scoppio del conflitto ha bruscamente interrotto il miglioramento della fiducia delle famiglie registrato a inizio anno. Sulle decisioni di spesa pesano l'incertezza bellica e l'erosione del potere d'acquisto causata dal caro-bollette.
- Politica monetaria (BCE): nella riunione di marzo, i tassi sono stati mantenuti invariati. Le aspettative di mercato ora incorporano la possibilità di due o tre rialzi nel corso dell'anno per contrastare le pressioni inflazionistiche derivanti dal conflitto.
5. Focus sull'economia italiana
L'Italia mostra segnali di resilienza, ma rimane esposta a significativi rischi al ribasso.
Performance e proiezioni
- Attività economica: nel quarto trimestre 2025 il PIL è aumentato, sostenuto dagli investimenti in abitazioni (favoriti dai bonus edilizi). Nel primo trimestre 2026 la crescita è proseguita a ritmi contenuti.
- Mercato del lavoro: l'occupazione è in crescita e la disoccupazione in calo, sebbene si registri una minore partecipazione complessiva al mercato del lavoro. Le retribuzioni reali stanno crescendo a ritmi superiori all'inflazione.
- Rischi bellici: nello scenario di base, il PIL crescerebbe dello 0,5% nel 2026-27. Tuttavia, in uno "scenario avverso" legato al protrarsi delle ostilità, la crescita potrebbe ridursi di 0,5 punti nel 2026 e di un intero punto percentuale nel 2027.
- Finanza pubblica: il rapporto indebitamento netto/PIL è sceso nel 2025, ma il rapporto debito/PIL è aumentato, influenzato dai crediti d'imposta edilizi e dall'incremento delle disponibilità liquide del Tesoro.
6. Condizioni finanziarie e credito
L'incertezza geopolitica si è trasmessa immediatamente ai mercati finanziari globali:
- Rendimenti sovrani: i tassi sui titoli decennali sono aumentati significativamente dopo l'avvio delle ostilità, riflettendo i timori di inflazione persistente.
- Mercati azionari: i listini hanno subito correzioni, in particolare nel settore tecnologico software, a causa dei rischi di obsolescenza legati alla rapidità dell'evoluzione dell'IA.
- Accesso al credito: in Italia, i tassi sui prestiti alle imprese sono rimasti stabili o in lieve calo fino a febbraio, ma il rialzo dei tassi di mercato post-conflitto minaccia di irrigidire le condizioni di finanziamento e frenare la domanda di nuovi prestiti.
"Non possiamo dirigere il vento, ma possiamo orientare le vele." Seneca
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