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    Analisi Congiunturale e Scenari :

    Relazione Annuale della Banca d'Italia: andamenti economici e prospettive

Analisi Congiunturale e Scenari

Relazione Annuale della Banca d'Italia: andamenti economici e prospettive

La Relazione Annuale sul 2025, pubblicata il 29 maggio 2026, delinea un quadro economico globale caratterizzato da una resilienza inattesa nel 2025, seguita da un brusco deterioramento delle prospettive all'inizio del 2026 (Fonte: Banca d’Italia).

I punti chiave emersi dall'analisi includono:

  • Crescita e resilienza nel 2025: il PIL mondiale è aumentato del 3,4%, sostenuto dalla domanda legata all'intelligenza artificiale e dalla tenuta dei consumi negli Stati Uniti, nonostante l'inasprimento dei dazi commerciali.
  • Shock energetico e geopolitico del 2026: lo scoppio di un conflitto nel Golfo Persico a fine febbraio 2026 ha interrotto gli approvvigionamenti di materie prime, causando un'impennata dei prezzi di petrolio e gas e un rallentamento della crescita globale.
  • Discontinuità nelle relazioni internazionali: l'insediamento della nuova amministrazione statunitense nel 2025 ha segnato una "netta cesura" nel multilateralismo, con il recesso degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali e una riduzione drastica degli aiuti allo sviluppo.
  • Area dell'Euro: l'economia europea è cresciuta dell'1,4% nel 2025. L'inflazione, scesa verso l'obiettivo del 2% a fine 2025, è risalita al 3,0% nell'aprile 2026 a causa dello shock energetico. La propensione al risparmio delle famiglie resta elevata (14,8%), frenando i consumi privati.
  • Squilibri globali: persistono ampi disavanzi negli Stati Uniti e surplus in Cina, alimentati da modelli di crescita divergenti e tensioni commerciali che spingono verso una riorganizzazione delle catene del valore.

1. Lo scenario macroeconomico mondiale

Dinamiche della crescita nel 2025

Nonostante l'incertezza politica e commerciale, l'attività globale ha mantenuto il ritmo dell'anno precedente.

Paese/Area

Crescita PIL 2025 (%)

Inflazione 2025 (%)

Mondo

3,4

4,1

Stati Uniti

2,1

2,6

Cina

5,0

0,0

India

7,6

2,0

Area dell'Euro

1,4

2,1
Giappone

1,1

3,2
  • Stati Uniti: la crescita è stata mitigata dai dazi ma sostenuta dal dinamismo dell'IA. Il debito pubblico ha raggiunto il 124% del PIL.
  • Cina: l'espansione è rimasta in linea con gli obiettivi governativi (5%), ma la domanda è sbilanciata verso gli investimenti a causa della crisi immobiliare, alimentando un eccesso di capacità produttiva destinato all'esportazione.
  • Emergenti: l'India si conferma l'economia più dinamica a livello globale.

Lo shock del 2026

Il conflitto nel Golfo Persico (febbraio 2026) ha alterato radicalmente lo scenario:

  • Petrolio e gas: le quotazioni sono balzate ai massimi da tre anni dopo il blocco dello Stretto di Hormuz.
  • Commercio: l'interruzione delle forniture di gas naturale liquefatto (GNL) dal Qatar ha colpito duramente l'Europa.

2. Commercio mondiale e intelligenza artificiale

Il commercio internazionale ha superato le attese nel 2025, guidato da due fattori principali:

  1. Domanda di IA: le importazioni statunitensi di prodotti legati all'intelligenza artificiale sono più che raddoppiate, beneficiando i produttori di semiconduttori asiatici.
  2. Anticipazione dei dazi: imprese e famiglie hanno accelerato gli acquisti nella prima parte del 2025 per evitare i rincari tariffari annunciati dagli Stati Uniti.

Ricomposizione geografica: la Cina ha compensato le minori vendite verso gli Stati Uniti espandendo l'export verso il Sud-est asiatico, l'Africa e l'Unione Europea. Nel frattempo, l'UE ha finalizzato accordi di libero scambio con il Mercosur e l'India per contrastare la frammentazione in blocchi.

3. Relazioni internazionali e cooperazione multilaterale

Il 2025 ha rappresentato un punto di svolta critico per la governance globale:

  • Politica USA: la nuova amministrazione ha subordinato la cooperazione internazionale alla sicurezza nazionale e agli interessi economici interni.
  • Recesso multilaterale: gli Stati Uniti hanno avviato il ritiro dall'Accordo di Parigi, dall'OMS e da altre 66 organizzazioni intergovernative.
  • Revisione delle IFI: è stata chiesta una maggiore aderenza ai mandati statutari del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, contestando l'allargamento a temi come il cambiamento climatico (definito "mission creep").
  • Sicurezza economica: il G7 ha adottato il Critical Minerals Action Plan per garantire la resilienza delle filiere produttive di minerali essenziali per la transizione verde e la difesa.

4. L'Economia dell'area dell'Euro

Fase ciclica e mercato del lavoro

L'attività economica nel 2025 è stata sostenuta dai consumi e da un recupero degli investimenti (+2,9%), favorita dall'allentamento della restrizione monetaria.

  • Eterogeneità: la Germania è tornata a crescere debolmente (+0,2%), mentre la Spagna ha guidato la ripresa (+2,8%). L'Italia ha registrato una crescita dello 0,5%.
  • Occupazione: il tasso di disoccupazione è rimasto ai minimi storici (6,4%), sebbene la domanda di lavoro abbia iniziato a rallentare all'inizio del 2026.

Consumo e risparmio

Un elemento di debolezza strutturale è l'elevata propensione al risparmio delle famiglie (14,8%):

  • Il divario tra consumi attesi ed effettivi è dovuto al rialzo dei tassi, all'inflazione passata e alla necessità di ricostituire la ricchezza finanziaria.
  • L'incertezza sul reddito futuro colpisce soprattutto le famiglie più povere e con vincoli di liquidità.

Politiche di bilancio

Il disavanzo medio dell'area è sceso al 2,9% nel 2025, ma è previsto in risalita al 3,3% nel 2026.

  • PNRR: l'attuazione dei piani nazionali è entrata nelle fasi conclusive (scadenza agosto 2026). L'Italia ha ricevuto circa il 79% delle risorse assegnate.
  • Difesa: molti paesi (13, tra cui la Germania) hanno attivato clausole di salvaguardia per aumentare la spesa militare.

5. Finanza pubblica e aiuti allo sviluppo

Il debito globale

Le proiezioni del FMI indicano un aumento preoccupante dell'indebitamento pubblico:

  • Nelle economie avanzate, il rapporto debito/PIL salirà al 114,8% entro il 2031.
  • Negli Stati Uniti, il debito ha raggiunto il 124% nel 2025, con previsioni al 142% per il 2031.

Crisi degli Aiuti allo Sviluppo (APS)

Il 2025 ha visto la contrazione più ampia degli aiuti pubblici dal 1961 (-22%):

  • Tagli statunitensi: gli USA hanno dimezzato i propri contributi (da 65 a 28 miliardi di dollari).
  • Impatto sui Paesi poveri (LDC): la riduzione degli aiuti bilaterali (-26%) mette a rischio la spesa sociale in Africa sub-sahariana.
  • Ruolo dei Paesi emergenti: Cina e India hanno espanso la loro presenza, ma attraverso prestiti commerciali legati a obiettivi geopolitici (Belt and Road Initiative) piuttosto che criteri di sviluppo condivisi.

6. Prezzi e mercati finanziari

Inflazione e politica monetaria

Il processo disinflativo del 2025 ha permesso alla Federal Reserve e alla Bank of England di ridurre i tassi. Tuttavia, lo shock energetico del 2026 ha congelato ulteriori manovre espansive. In Giappone, al contrario, è proseguita la normalizzazione monetaria con rialzi dei tassi.

Dinamiche dei mercati

  • Azioni: i listini sono saliti marcatamente nel 2025 (+20% nell'area euro), guidati dal settore tecnologico e finanziario, prima della correzione dovuta al conflitto del 2026.
  • Oro: il prezzo ha raggiunto guadagni record nel 2025, sostenuto dagli acquisti delle banche centrali e degli investitori privati (ETF).
  • Valute: il dollaro si è indebolito nel 2025 per l'incertezza politica e la riduzione dei differenziali dei tassi, ma si è apprezzato all'inizio del 2026 come bene rifugio durante la crisi nel Golfo.

"Non possiamo dirigere il vento, ma possiamo orientare le vele." Seneca

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